29th
Luglio
2011
Mi trovo ancora una volta a scrivere di Facebook perché negli ultimi giorni alcuni quotidiani (Il Fatto, Il Giornale, Il Futurista) lamentano forme di censura su Facebook; più precisamente sarebbe impedita agli utenti la condivisione dei loro contenuti. “Come può un social network limitare le voci libere?” si chiedono. Si dà troppa importanza a Facebook: gli utenti lo confondono con la rete (”Facebook è internet” pensano), gli altri si piegano alle sue regole in cambio di visibilità. Il punto è che su internet, per avere piena libertà, valgono le stesse regole del software: per comunicare si devono scegliere strumenti liberi e aperti, non piattaforme proprietarie che, in quanto tali, fanno quello che più gli conviene.
Oltre a quelli più famosi esistono social network liberi e aperti: identi.ca, Diaspora, Gist. Alcuni sono più maturi, altri meno, altri addirittura sono solo sperimentali. I quotidiani mainstream, invece di parlare sempre e soltanto di Facebook per poi lamentarne le censure, facciano la loro parte diffondendo presso il grande pubblico informazioni su questi social network alternativi: quando questi riusciranno anche solo ad integrare nell’uso quotidiano i social network più famosi e diffusi allora il tasso di vera libertà su internet aumenterà sensibilmente anche per loro.
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5th
Giugno
2011
In molti mi chiedono se ho un profilo su Facebook e si meravigliano quando gli rispondo di no e che non ho intenzione di crearlo. Il motivo è in notizie come questa, non tanto per l’orrore della cosa in sé quanto per il fatto che Facebook è riuscita a dar spazio su internet a parecchi idioti. Non che prima di Facebook non ci fosse la possibilità per un qualsiasi idiota di aprire una pagina web inneggiante al nazismo e all’olocausto, ma almeno il microcefalo doveva sbattersi per registrare un dominio e mettere in croce due righe di codice HTML. Ora invece è tutto più facile è l’idiota può dare sfogo in due secondi all’ispirazione del momento, senza nemmeno il filtro “tecnico” che quanto meno teneva fuori gli idioti tecno-analfabeti. E odio quando i giornali e le tv gongolano con i titoloni a effetto sull’abominevole internet, indottrinando i benpensanti che la rete è solo pedopornosatanismo e andrebbe chiusa seduta stante.
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29th
Marzo
2011
Per gestire i nomi in una rete domestica di solito è sufficiente configurare manualmente il file /etc/hosts sulle varie macchine. Questo va bene in una rete con 3 o 4 host; ma ultimamente fra server, postazioni fisse, laptop, player multimediali e smartphone la mia rete inizia a superare le 15 unità, per cui modificare il file dei nomi su ogni singolo host è diventato impraticabile. Così ho deciso di configurare un servizio di DNS e DHCP con dnsmasq.
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